La mitologia norrena è piena di divinità che combattono, viaggiano e ingannano. Ma esistono anche storie più strane, dove il conflitto nasce da qualcosa di apparentemente molto più semplice: dove vivere.
Questa è la storia di Skadi, una gigantesca e potente figura legata alle montagne, alla neve, alla caccia e all'inverno.
Skadi era figlia del gigante Þjazi. Quando suo padre venne ucciso dagli dèi, Skadi decise di recarsi ad Asgard per chiedere una compensazione. Non era una donna indifesa. Arrivò armata e pronta a combattere. Gli dèi però cercarono una soluzione diversa dal semplice scontro.
Le proposero una serie di condizioni. Tra queste c'era una richiesta particolarmente curiosa: Skadi avrebbe potuto scegliere un marito tra gli dèi, ma avrebbe dovuto farlo guardando soltanto i loro piedi. La ragione era semplice. Skadi voleva sposare Baldr, famoso per la sua bellezza. Pensava quindi di riconoscerlo dai piedi.
Gli dèi, però, escogitarono un piccolo trucco. Skadi scelse i piedi che riteneva appartenessero al più bello degli dèi. Ma non erano quelli di Baldr. Erano quelli di Njörðr, dio associato al mare, alla ricchezza, alla navigazione e alla prosperità.
E così nacque una coppia decisamente insolita. Skadi apparteneva al mondo delle montagne. Njörðr amava il mare. Già qui si capisce che il loro matrimonio non sarebbe stato semplicissimo. Provarono quindi a trovare un compromesso. Avrebbero trascorso alcuni giorni nella casa di Njörðr, vicino al mare, e altri nella dimora di Skadi, tra le montagne. Ma il problema era che nessuno dei due sopportava davvero l'ambiente dell'altro. Njörðr non riusciva a dormire sulle montagne. Il rumore del mare gli mancava.
Skadi, al contrario, detestava vivere vicino all'oceano. Preferiva il freddo, la neve e i paesaggi selvaggi. In una delle descrizioni più caratteristiche della storia, Njörðr lamenta il disagio provocato dagli ululati e dall'ambiente montano, mentre Skadi non sopporta la vita sulla costa.
Alla fine, il matrimonio non dura. Ed è proprio questo il bello della storia. Non c'è una grande battaglia. Non c'è un mostro da sconfiggere. Non c'è un eroe che salva il mondo. Ci sono semplicemente due divinità completamente incompatibili. Una appartiene al mare. L'altra alla montagna.
La storia di Skadi è interessante anche perché ci mostra quanto fossero varie le figure femminili della mitologia norrena. Skadi non è rappresentata come una semplice moglie o come una figura secondaria. È una donna armata, indipendente, legata alla caccia e alla natura selvaggia. La sua figura richiama un mondo molto diverso da quello delle grandi sale di Asgard. È il mondo delle montagne, degli sci, dell'inverno e della caccia.
E infatti Skadi è spesso associata proprio alla pratica dello sci e alla vita nei paesaggi innevati. La sua storia ci mostra anche qualcosa di importante sulla mitologia norrena: gli dèi non sono tutti uguali e non appartengono necessariamente allo stesso ambiente.
Il mare e la montagna rappresentano due mondi completamente diversi. Njörðr vive di commerci, navigazione e ricchezza. Skadi appartiene alla natura selvaggia, alla neve e alla caccia. Il loro incontro crea una delle storie più curiose dell'intero universo norreno.
Nonostante la sua ambigua natura, a metà tra divinità e gigantessa, Skadi ebbe un culto, attestato anche da diversi toponimi. Si tratta di una divinità "invernale", delle montagne e della caccia: Snorri riferisce che Skadi usa gli sci per muoversi tra i monti, dove si reca a cacciare con l'arco. In questo è dunque simile al dio Ullr, ed è chiamata "dea degli sci" (Ǫndurgoð o Ǫndurdís). L'etimologia del nome Skadi è invece incerta: c'è chi lo lega al termine omofono skaði ("ingiuria"), chi invece al gotico skadus e antico inglese scaedu (ombra, onta).
Alcuni studiosi, ipotizzando che il suo sposo Njǫrðr fosse in origine una divinità femminile, giudicano probabile che Skadi, nei tempi più antichi, fosse una divinità maschile. Quest'ultima congettura sarebbe confermata dal fatto che Skadi è un nome tipicamente maschile, e così anche le sue attività di caccia.