Nella mitologia norrena esistono creature che rappresentano la forza della natura, il caos e la distruzione. Nessuna, però, è forse più impressionante di Surtr, il gigantesco signore del fuoco destinato ad avere un ruolo decisivo nell'evento più terribile dell'intero ciclo mitologico nordico: il Ragnarök.
Surtr non è semplicemente un gigante particolarmente forte. È qualcosa di molto più antico e primordiale: una personificazione delle forze distruttive del fuoco, legata a Múspell, il regno del fuoco situato agli estremi del cosmo.
E quando arriverà la fine, Surtr sarà tra coloro che daranno inizio alla distruzione del mondo.
Per comprendere Surtr bisogna partire da Múspellheim, il mondo del fuoco.
Nella cosmologia norrena, Múspellheim si trova in opposizione a Niflheim, il regno gelido della nebbia e del ghiaccio. Dall'incontro tra queste forze primordiali nasce la vita nei racconti sulla creazione del cosmo. A guardia delle terre infuocate si trova Surtr. Il suo stesso nome, generalmente interpretato come "il Nero" o "il Bruno/Scuro", richiama probabilmente l'immagine di qualcosa annerito dal fuoco. Le fonti non ci danno una descrizione dettagliatissima del suo aspetto, ma l'immaginario che emerge è quello di una creatura gigantesca, armata di una spada fiammeggiante.
E questa spada avrà un ruolo fondamentale alla fine dei tempi.
Nell'Edda Poetica, soprattutto nella Völuspá, viene raccontato il momento in cui il mondo degli dèi e degli uomini arriverà alla sua ultima battaglia. Il Ragnarök non sarà una semplice guerra. Sarà una catastrofe cosmica. I legami che tengono insieme l'ordine del mondo inizieranno a spezzarsi. Fenrir si libererà, Jörmungandr emergerà dalle acque, gli dèi affronteranno i loro nemici e il cielo stesso sarà sconvolto. E proprio allora arriveranno le forze di Múspell. Surtr guiderà le schiere provenienti dal mondo del fuoco e avanzerà contro gli dèi. Il suo avversario sarà Freyr, una delle divinità più importanti della fertilità e della prosperità. Ma c'è un dettaglio tragico nella storia di Freyr. In precedenza aveva ceduto la propria splendida spada per ottenere la mano della gigantessa Gerðr. Quella scelta, apparentemente lontana dal Ragnarök, tornerà a pesare sul suo destino. Quando arriverà il momento dello scontro, Freyr combatterà senza la sua arma.
E contro Surtr questo avrà conseguenze fatali.
Le fonti norrene raccontano che Surtr ucciderà Freyr. È uno degli episodi più significativi del Ragnarök perché mostra una caratteristica fondamentale della mitologia norrena: nemmeno gli dèi possono sfuggire al destino. Freyr non è un dio qualunque. È associato alla fertilità, alla pace, alla prosperità e alla ricchezza. Rappresenta quindi molte delle cose che rendono possibile la vita umana. Eppure anche lui è destinato a morire.
Il Ragnarök non risparmia nessuno.
Ma la parte più impressionante arriva dopo. Surtr attraverserà il mondo con il suo fuoco e, secondo la Völuspá, il fuoco distruggerà la terra. Il cosmo che gli dèi e gli uomini conoscevano verrà consumato.
Qui bisogna fare attenzione a un particolare molto interessante: il Ragnarök non è necessariamente la "fine di tutto" nel senso moderno.
La distruzione è soltanto una fase del ciclo. Dopo la catastrofe, il mondo rinascerà. La terra emergerà nuovamente dalle acque e alcuni degli dèi sopravvissuti torneranno a vivere in un mondo rinnovato. Anche alcuni esseri umani riusciranno a sopravvivere. Questo significa che il fuoco di Surtr non rappresenta soltanto la distruzione.
È anche il passaggio attraverso il quale il vecchio mondo deve scomparire perché possa nascerne uno nuovo.
Ed è proprio questo che rende Surtr così interessante. Non è il classico "cattivo" delle storie moderne. Non combatte perché vuole conquistare il mondo, diventare re o vendicarsi degli dèi. Surtr è una forza cosmica. Quando arriva il Ragnarök, svolge il ruolo che il destino gli ha assegnato.
Gli dèi stessi sanno che la loro fine arriverà. Odino conosce il destino, ma non può cambiarlo. Thor ucciderà Jörmungandr, ma morirà poco dopo per il suo veleno. Freyr affronterà Surtr sapendo, in un certo senso, di andare incontro alla propria fine. È una delle idee più profonde della mitologia norrena: non conta soltanto sapere quale sarà il proprio destino. Conta anche il modo in cui si sceglie di affrontarlo. Surtr rappresenta quindi l'ultima grande forza distruttiva del Ragnarök, ma il suo fuoco non riesce a cancellare definitivamente l'esistenza.
Dopo le fiamme arriva una nuova terra. Dopo la fine, una nuova vita. E forse è proprio questo il messaggio più sorprendente nascosto dietro la figura del gigante di fuoco.
Il mondo può bruciare. Ma la storia non finisce con le sue ceneri.