Quando immaginiamo i Vichinghi, spesso vediamo nella nostra mente guerrieri armati, re seduti sui loro troni e navi che solcano il mare.
Ma chi viveva realmente in quelle comunità? E soprattutto, quanto era facile cambiare la propria posizione sociale?
La società della Scandinavia dell'epoca vichinga era profondamente gerarchica. Non esisteva una società composta da individui tutti uguali davanti alla legge e al potere. Al contrario, il posto che una persona occupava dipendeva dalla nascita, dalla famiglia, dalla ricchezza, dal sesso, dai rapporti di parentela e dal fatto di essere libera o non libera.
Tradizionalmente, soprattutto attraverso la letteratura norrena, si parla di tre grandi categorie:
Jarl, Karl e Thræll.
Ma dietro queste tre parole c'era un mondo molto più complesso.
In cima alla gerarchia troviamo gli Jarl, l'aristocrazia. Non erano necessariamente tutti re. Anzi, durante gran parte dell'epoca vichinga il potere politico era molto più frammentato di quanto suggerisca la nostra immagine moderna di un regno governato da un'unica autorità.
Uno Jarl poteva essere un grande proprietario terriero, un capo militare, un signore locale o il membro di una famiglia aristocratica capace di esercitare influenza su una determinata regione.
La sua ricchezza si misurava attraverso ciò che possedeva, ma anche attraverso le persone che riusciva a mantenere fedeli. Terre, bestiame, navi, armi, gioielli e oggetti preziosi erano importanti. Ma altrettanto importante era avere uomini pronti a seguirlo. L'aristocrazia norrena viveva infatti in grandi proprietà, spesso dominate da una sala del banchetto. Questi edifici non erano semplicemente grandi case. Erano il cuore politico e sociale della proprietà. Qui il signore riceveva ospiti, alleati e ambasciatori, organizzava banchetti e cerimonie e distribuiva doni ai propri uomini. Il posto d'onore era il seggiolone del capo, il high seat, dal quale il signore manifestava simbolicamente la propria autorità.
Un capo non dimostrava la propria ricchezza soltanto accumulandola. Doveva anche essere capace di distribuirla. Un grande banchetto, una bella arma regalata a un guerriero, un gioiello offerto a un alleato o una festa organizzata per la comunità erano tutti strumenti attraverso i quali il prestigio poteva essere costruito e mantenuto.
In questo mondo, quindi, il potere non era soltanto possedere, ma era anche dare.
Se gli Jarl rappresentavano una piccola élite, la maggioranza della popolazione libera apparteneva al mondo dei Karl.
Ed è proprio qui che troviamo la maggior parte delle persone che vivevano nella Scandinavia dell'epoca vichinga: contadini, allevatori, pescatori, artigiani, mercanti e proprietari di piccole o medie fattorie.
La loro vita era molto meno spettacolare di quella che immaginiamo quando sentiamo la parola "Vichingo". La maggior parte degli uomini non era un guerriero professionista e non trascorreva la propria vita a bordo di una nave. La società era prevalentemente agricola e la fattoria rappresentava il centro della vita quotidiana. Bisognava arare, seminare, raccogliere, occuparsi degli animali, conservare il cibo e preparare le scorte per l'inverno.
Essere un Karl significava però essere un uomo libero, e questa era una differenza enorme. Un uomo libero poteva possedere beni e terre, formare una famiglia, partecipare alla vita della comunità e, in determinate circostanze, prendere parte alle assemblee locali.
Non tutti i Karl erano ugualmente ricchi. Alcuni potevano essere proprietari di una fattoria prospera e avere diversi lavoratori alle proprie dipendenze. Altri possedevano poco. Perciò anche all'interno del mondo dei liberi esistevano differenze economiche molto marcate.
Un contadino relativamente povero e un grande proprietario terriero potevano essere entrambi uomini liberi, ma il loro potere reale nella comunità era molto diverso.
Esistevano importanti centri commerciali come Birka e Hedeby, dove vivevano mercanti e artigiani. Fabbri, falegnami, tessitori, gioiellieri, ceramisti e altri specialisti producevano oggetti indispensabili alla vita quotidiana, ma anche beni di lusso destinati alle élite. Un bravo artigiano poteva acquisire una posizione importante grazie alla propria abilità. E un mercante di successo poteva accumulare una ricchezza considerevole.
Questo ci mostra un'altra caratteristica della società norrena: la nascita contava moltissimo, ma la ricchezza e le relazioni potevano cambiare il peso di una persona all'interno della comunità.
Qui bisogna sfatare uno dei più grandi miti sui Vichinghi. Non esisteva una classe composta esclusivamente da "Vichinghi guerrieri" separata dal resto della popolazione.
La parola stessa víkingr non indicava semplicemente un'etnia o una classe sociale: era legata all'attività di andare "in viking", cioè partecipare a spedizioni che potevano comprendere razzie e guerra. La maggioranza degli abitanti della Scandinavia era costituita da persone che conducevano una vita agricola e che raramente partecipavano a queste spedizioni. Un Karl poteva quindi diventare un guerriero. E un uomo appartenente all'aristocrazia poteva costruire il proprio prestigio attraverso la guerra e la caccia.
I grandi capi, inoltre, potevano circondarsi di uomini armati fedeli, formando una sorta di seguito personale. La guerra era quindi soprattutto uno degli strumenti attraverso i quali le élite potevano consolidare il proprio potere.
Alla base della società troviamo i thræl, o þræll al maschile e ambátt al femminile.
Erano persone non libere. La schiavitù era una componente reale della società scandinava dell'epoca vichinga e le fonti scritte, insieme alle testimonianze archeologiche, mostrano che persone ridotte in schiavitù potevano essere impiegate nei lavori agricoli, domestici e in molte altre attività. Una parte degli schiavi proveniva dalle razzie compiute all'estero. Uomini, donne e bambini catturati durante le spedizioni potevano essere trasportati in Scandinavia e venduti. I mercati della tratta degli schiavi erano collegati a una rete enorme che arrivava dall'Europa occidentale fino al mondo bizantino e islamico. Centri come Hedeby e Birka erano inseriti in queste reti commerciali. Ma non tutti i thræl erano necessariamente stranieri catturati durante una razzia. Alcune persone potevano nascere in condizione servile. E la loro vita poteva essere estremamente dura: lavorare nei campi, occuparsi degli animali, tagliare la torba, riparare recinzioni e svolgere lavori pesanti.
Non necessariamente. La condizione dei non liberi non era identica per tutti e le fonti mostrano una certa mobilità all'interno della stessa categoria. Alcuni thræl potevano ricoprire incarichi di maggiore responsabilità all'interno di una fattoria. Il Museo Storico Svedese cita, per esempio, il caso di un housecarl non libero che poteva diventare bryti, una sorta di amministratore o sovrintendente incaricato di dirigere la proprietà e gli altri lavoratori non liberi. Esisteva inoltre la possibilità della manomissione, cioè della liberazione di uno schiavo. La società norrena non era quindi completamente immobile. Una persona libera poteva perdere la propria libertà e, in determinate circostanze, una persona non libera poteva migliorare la propria posizione o essere liberata. Questo non rendeva certamente la società equa. Ma ci aiuta a comprenderla nella sua complessità.
Parlare delle classi sociali senza parlare delle donne sarebbe però incompleto. La posizione sociale di una donna dipendeva anch'essa dalla famiglia, dalla ricchezza e dalla condizione di libertà. Le donne delle famiglie aristocratiche potevano vivere in ambienti molto diversi rispetto alle donne appartenenti alle famiglie contadine o alle schiave. Nelle fattorie, le donne avevano un ruolo fondamentale nella gestione della casa, nella produzione tessile, nella conservazione degli alimenti e nell'organizzazione della vita quotidiana. Ma alcune donne potevano anche possedere beni e svolgere attività economiche. E l'archeologia ci mostra che alcune donne appartenevano chiaramente alle élite: nelle tombe femminili più ricche sono stati trovati gioielli, tessuti, oggetti importati e altri beni di prestigio. La società norrena aveva dunque forti differenze di genere, ma non possiamo semplicemente immaginare le donne come figure completamente passive e prive di autonomia. La realtà era molto più articolata.
Una delle cose più interessanti è che la società norrena non può essere spiegata semplicemente dividendo le persone tra ricchi e poveri.
Contavano moltissime altre cose: la famiglia, la parentela, la reputazione, il possesso della terra, i rapporti con un potente, la libertà personale, il ruolo all'interno della comunità e soprattutto la capacità di costruire alleanze.
In un mondo nel quale lo Stato, nel senso moderno del termine, non esisteva ancora, la famiglia e i rapporti personali erano fondamentali. Un uomo potente non governava soltanto perché aveva un titolo. Doveva riuscire a mantenere attorno a sé persone disposte a sostenerlo. Ed è anche per questo che banchetti, matrimoni, doni e alleanze avevano un'importanza enorme.
Alla fine, possiamo immaginare la società norrena come una grande piramide. In alto troviamo re e grandi aristocratici, capaci di controllare territori e uomini. Subito sotto troviamo Jarl e altre élite locali, proprietari e capi che esercitavano il proprio potere sulle comunità. La grande maggioranza dei liberi era costituita dai Karl: agricoltori, allevatori, artigiani, pescatori e mercanti. Alla base troviamo i thræl, uomini e donne privati della libertà. Ma questa piramide non era fatta di blocchi completamente immobili. Una persona poteva accumulare ricchezza, costruire alleanze, diventare guerriero, entrare al servizio di un potente o cambiare la propria condizione. E allo stesso tempo, anche un uomo libero poteva perdere la propria libertà. Questa è forse la parte più interessante della società norrena. Non era il mondo romantico e perfettamente egalitario che talvolta viene rappresentato nella cultura popolare. Era una società dura, gerarchica e profondamente diseguale. Ma era anche una società nella quale ricchezza, reputazione, coraggio, famiglia e rapporti personali potevano modificare il destino di un individuo. E quando guardiamo una nave vichinga, una grande sala aristocratica o una semplice fattoria, dovremmo ricordare che dietro ogni oggetto c'erano persone appartenenti a livelli sociali molto diversi.