Quando pensiamo ai Vichinghi, immaginiamo spesso le coste dell’Inghilterra, i monasteri saccheggiati e i grandi fiumi dell’Europa settentrionale. Ma nel IX secolo alcuni comandanti scandinavi spinsero le loro spedizioni molto più lontano, arrivando fino alle coste della penisola iberica, dell’Italia e del Mediterraneo. Tra questi compare una figura affascinante e in parte avvolta nella leggenda: Björn Ragnarsson, conosciuto nelle saghe come Björn Járnsíða, cioè Björn Fianco di Ferro. Il soprannome dice già molto sull'immagine che la tradizione ci ha lasciato di lui: un guerriero praticamente impossibile da sconfiggere, figlio del celebre Ragnar Loðbrók e fratello di altri protagonisti delle saghe norrene.
Ma dove finisce la storia e dove comincia la leggenda?
Secondo le saghe islandesi, Björn era uno dei figli di Ragnar Loðbrók, il leggendario re guerriero che la tradizione medievale presenta come protagonista di numerose incursioni in Europa. È importante però fare una distinzione. Ragnar è una figura sulla quale le fonti storiche e quelle leggendarie si mescolano continuamente. Per questo motivo non possiamo considerare automaticamente come storiche tutte le vicende raccontate nelle saghe sulla sua famiglia.
Björn, invece, sembra avere un fondamento storico più solido. Le fonti franche e altre testimonianze medievali raccontano infatti di un importante capo vichingo chiamato Bernardus, identificato generalmente con Björn, che partecipò insieme ad altri comandanti a una grande spedizione verso il Mediterraneo nella seconda metà del IX secolo.
Ed è proprio qui che la storia diventa particolarmente interessante.
Intorno alla metà del IX secolo, Björn avrebbe intrapreso una gigantesca spedizione insieme a Hastein, un altro celebre capo vichingo. Non si trattava della classica incursione lungo le coste inglesi. La flotta attraversò lo stretto di Gibilterra e penetrò nel Mediterraneo. I Vichinghi raggiunsero la penisola iberica e attaccarono diversi insediamenti lungo le coste. Ma il loro viaggio non si fermò lì. Proseguirono verso sud e poi verso est, arrivando sulle coste dell'Africa settentrionale e successivamente in Italia. Per un popolo che abitava originariamente le regioni settentrionali dell'Europa, era un viaggio straordinario.
Il Mediterraneo, infatti, non era affatto un territorio sconosciuto alle grandi potenze dell'epoca. Era attraversato da mercanti, eserciti e flotte da secoli. Ma l'arrivo di navi scandinave doveva rappresentare qualcosa di completamente nuovo.
Una delle vicende più famose della spedizione è l'attacco a Luna, città della costa ligure. Secondo il racconto tramandato dalle fonti medievali, Björn e Hastein avrebbero creduto che Luna fosse addirittura Roma. La storia racconta che i Vichinghi escogitarono un inganno particolarmente audace. Hastein avrebbe fatto sapere agli abitanti della città che Björn era morto e che, prima di morire, desiderava essere sepolto cristianamente. Gli abitanti, convinti dalla storia, avrebbero consentito di portare il suo corpo all'interno della città. Ma quello che sembrava un funerale si trasformò in un attacco. Björn sarebbe uscito dal feretro e i suoi uomini avrebbero aperto le porte ai compagni rimasti fuori. È una delle storie più famose associate alla spedizione. Ma attenzione: non è certo che tutti i dettagli siano realmente accaduti. Le fonti medievali tendono spesso a trasformare le imprese dei guerrieri in racconti spettacolari, e l'episodio di Luna potrebbe essere stato elaborato nel corso della trasmissione della tradizione.
La cosa davvero importante è un'altra: una grande spedizione vichinga raggiunse effettivamente il Mediterraneo e l'Italia.
La spedizione di Björn dimostra qualcosa di fondamentale sulla società vichinga. I Vichinghi non erano semplicemente uomini che salivano sulle navi per saccheggiare il primo villaggio incontrato. Erano navigatori straordinariamente capaci, in grado di organizzare spedizioni che richiedevano mesi o addirittura anni di viaggio. Per raggiungere il Mediterraneo dovevano attraversare l'Atlantico e le coste della penisola iberica, superare Gibilterra e poi navigare in un mare completamente diverso da quello del Nord. E soprattutto dovevano mantenere una flotta operativa a migliaia di chilometri dalla Scandinavia. Questo richiedeva conoscenze nautiche, capacità militari, organizzazione e una rete di uomini disposti a seguire il proprio comandante.
La spedizione di Björn è quindi anche una testimonianza dell'enorme capacità di mobilità raggiunta dai grandi gruppi vichinghi nel IX secolo.
Nelle saghe, Björn Fianco di Ferro diventa molto più di un comandante. È uno dei figli di Ragnar, un grande guerriero e un antenato della dinastia che avrebbe governato la Svezia. Ma le saghe furono scritte secoli dopo gli eventi che raccontano e utilizzano spesso personaggi storici all'interno di racconti leggendari. Questo rende Björn una figura particolarmente interessante: possiamo intravedere dietro il personaggio delle saghe un vero comandante scandinavo, ma non possiamo prendere ogni episodio della sua vita come un fatto documentato.
Tra cronache, archeologia e saghe, bisogna continuamente cercare di capire cosa appartenga alla realtà e cosa sia diventato leggenda. E nel caso di Björn Ragnarsson, una cosa rimane comunque straordinaria: un uomo proveniente dall'estremo Nord dell'Europa arrivò con la sua flotta fino al cuore del Mediterraneo.